Build a school in the cloud

domenica 10 maggio 2020


Se guardiamo gli studi sull’ apprendimento, una cosa è comunemente accettata: i lavori del futuro non li conosciamo e le sfide lavorative alle quali andranno incontro i nostri figli ci sono sconosciute.

Ci accomuna una certezza: ognuno deve e dovrà sempre più apprendere nel corso della propria vita.

Per fare questo è necessario trasmettere ai giovani: curiosità intellettuale, desiderio di imparare, spirito critico e capacità di farsi domande

S.O.L.E. è un progetto di apprendimento la cui sperimentazione è iniziata intorno al 2000 e che ha ricevuto una consacrazione ufficiale nel 2013 con la vincita del TED Prize, un assegno di 1 milione di dollari con il quale si sono creati i primi laboratori nel mondo ed uno specifico dipartimento nell’Università di Newcastle.

S.O.L.E. rende i partecipanti (gli alunni), responsabili del proprio apprendere facendo si che ogni sessione sia “auto organizzata”: dalla formazione dei piccoli gruppi di lavoro, passando per il coordinamento del gruppo stesso e arrivando alle presentazioni che ogni gruppo fa al resto dei partecipanti alla fine della RICERCA

S.O.L.E. ha un “nucleo centrale”….la cosiddetta “GRANDE DOMANDA”, una domanda aperta, non necessariamente esaurita da un’unica risposta, generativa di altre ed ulteriori domande

S.O.L.E. è presente e strutturato in vari paesi del mondo: USA, Argentina, Colombia, Messico, India, Giappone, Inghilterra, Sud Africa, Australia, Spagna, Corea del Sud; in altri paesi come il nostro, la presenza è fornita da associazioni come la nostra che cercano di far entrare il progetto nel curriculum scolastico.

S.O.L.E. ITALIA opera localmente dal 2014. Negli anni ha iniziato collaborazioni con scuole di ogni ordine e grado anche se il focus (soprattutto per questioni logistiche…) sono le primarie e secondarie di primo grado.

Da due anni collaboriamo con l’Università di Parma grazie alla quale alcuni docenti partecipano attivamente a sessioni dedicate ad argomenti scelti per meglio incuriosire i ragazzi.

Dal 2019 siamo presenti sul territorio anche con un progetto di prevenzione contro le dipendenze da gioco e comportamentaliessendo il nostro project coordinator esperto nelle dipendenze ed avendo partecipato a studi e tavoli di lavoro con la locale AUSL ed il Comune di Parma sull’argomento.

S.O.L.E. ITALIA collabora attivamente con STARTSOLE (S.O.L.E. USA), S.O.L.E. JAPAN, S.O.L.E. SPAIN e S.O.L.E. CENTRAL (NEWCASTLE UNIVERSITY). Grazie a questa collaborazione abbiamo attivato più volte negli anni sessioni comuni con classi corrispondenti dagli USA e dalla Spagna, oltre ad avere una “Granny cloud” (per maggiori info al riguardo consigliamo la visione del video in home page) che dal Kansas si collega via skype con noi per condividere le scoperte che facciamo. Entrambi le modalità sono utilizzate anche, ma non soprattutto, per aiutare con sistema S.O.L.E. l’apprendimento dell’inglese.


S.O.L.E. in tempo di covid 19

Tutto si è fermato, nel nostro paese siamo rimasti a casa impauriti per circa due mesi.
La scuola, una delle istituzioni fondamentali di una nazione, ha dovuto chiudere i cancelli.
Ma senza alcuna indicazione dall'alto, fin dai primi giorni di lockdown gli insegnanti più in gamba hanno cominciato a pensare al modo di non lasciar da soli gli studenti.
Con alcuni di questi siamo rimasti in contatto e ai primi di aprile, grazie alla collaborazione soprattutto di STARTSOLE, ma anche dei colleghi inglesi, colombiani e giapponesi con i quali ci "vediamo" ormai settimanalmente, abbiamo cominciato ad organizzare sessioni virtuali, riuscendo a mantenere le caratteristiche salienti del progetto,  su base volontaria nel tardo pomeriggio.

Abbiamo sperimentato e imparando anche grazie ai suggerimenti dei ragazzi, oggi riusciamo a portare avanti sessioni sole settimanali durante le quali i partecipanti si divertono, imparano a scoprire argomenti interessanti e, mi si passi il termine, avvincenti e....soprattutto. si incuriosiscono e si fanno delle domande.

Come scritto nella home page del blog, il futuro è sempre incerto, e questa pandemia lo conferma, ma è anche la dimostrazione della necessità di non smettere mai di apprendere e, soprattutto di farsi domande.

Avremo sempre più bisogno di S.O.L.E.